Successo della commedia “Delitto al castello”. La regia di Eugenio Patanè rende magico il cast

Successo della commedia “Delitto al castello”. La regia di Eugenio Patanè rende magico il cast

RIPOSTO –  La sapiente regia di Eugenio Patanè, porta in scena “Delitto al Castello” la commedia in due atti, comico – grottesca, di Aldo Cirri. La parodia di un giallo di inizio secolo, si svolge in Scozia, all’interno delle mura di un castello avito di ricchissima e nobile famiglia, dove una misteriosa mano omicida uccide il Barone Sir Arthur Mc Kinley (Pippo Lo Cicero) e dove il bizzarro commissario di polizia Von Ubermheier (Giuseppe Cultrera) tanto rigido quanto confusionario, tenta di sbrogliare il mistero del delitto, con l’aiuto del timido ed inconcludente agente di polizia Wilbur (Gaetano Venuto) cercando di raccapezzarsi tra una schiera di grotteschi personaggi e una serie di ridicoli intrighi, la cui conclusione sarà naturalmente una sorpresa. Il lavoro, messo in scena con maestria dal regista, risulta da una approfondita conoscenza e dallo studio delle atmosfere e dei personaggi ben noti della letteratura popolare inglese , a partire dalla ben nota produzione di Agata Christie. Così, il lugubre temporale notturno che con il suo pauroso fragore accompagna tutto lo sviluppo della storia , introdotta e commentata dalla voce di un narratore fuoricampo (Sebastiano Lo Faro) che unisce alla responsabilità e alla solennità del suo ruolo ufficiale una inarrestabile tendenza ad una partecipazione spesso invadente , talora interagendo con gli attori rimarcandone gli errori o le sviste o addirittura bacchettandoli , ben enfatizza il carattere grottesco dell’opera. Il genere grottesco, non di facile rendimento, è stato una scommessa per il regista e gli attori della Compagnia Teatrale Jonica, che si sono cimentati in questo nuovo fronte.

Il temporale, effetto non a caso realizzato con attenzione, fa da sfondo e cornice, conferendo alla commedia l’atmosfera alla Agatha Cristie, ma ci introduce anche ad un finale inaspettato che alla fine invece tutto rende chiaro. In questi giochi di eventi si muovono i personaggi che hanno animato per noi il racconto: l’imperturbabile Gregory, il maggiordomo (Giambattista Galeano); Lady Elizabeth, terza moglie dei Sir Arthur (Elvira Piacenti) con l’amante, il dottor Bladstone (Adolfo Ursino); la figlia di Sir Arthur, Miss Lorna (Silvana Cultrera) con il lepido fidanzato Anthony Spring (Salvo Maccarrone); la perennemente ubriaca Mrs Paperblack, l’amministratrice inefficace del patrimonio familiare, sempre ubriaca (Angela Giammuso); la governante ‘precisina’, Miss Person (Graziella Sgroi) e la ‘colorita’ presenza delle ragazze squillo della casa di tolleranza (Simona Sciacca-Mariana Pastiani) frequentata da tutti i rappresentanti maschili, di ogni ordine sociale. I dodici personaggi assolutamente ben interpretati, portano all’esasperazione la comicità grottesca, a partire dal misterioso accoltellamento dell’anziano capostipite. Il presunto cadavere del barone Sir Arthur scompare improvvisamente dalla scena ad indagini iniziate dopo che la polizia ha ispezionato i luoghi e visto il cadavere mentre giace immobile sulla sua poltrona. Le indagini sull’omicidio non riescono a chiarire i numerosi lati oscuri e soprattutto non riescono a dare convincenti risposte alle tante domande che restano senza risposta. La narrazione suffragata dall’interpretazione volutamente forzata, riesce a mettere in luce le fragilità e le inquietudini, i vizi, le integrità e la malcelata avidità di ciascuno dei protagonisti. Il lavoro assume sempre più le caratteristiche della commedia, diviene brillante e vivace nell’intreccio e leggera nei contenuti. Il grottesco diviene elemento predominante esaltando la capacità degli attori nella non facile interpretazione di bizzarri personaggi in un ambiente tipicamente scozzese. Il testo movimentato e duttile ha permesso al regista di dare spazio sul palcoscenico anche a nuovi volti. Il lavoro di Patanè e di tutto il cast alla fine merita l’applauso del pubblico. Ottime le scenografie di Gaetano Venuto e Mariangela Grasso; efficaci gli effetti tecnici delle luci e dei suoni del collaudato Salvo Sipala.


L’appuntamento con il quarto ed ultimo spettacolo del cartellone della Compagnia Teatrale Jonica è fissato per il prossimo Sabato 21 maggio in doppio turno alle ore 17.30 e 20.30 e domenica 22 maggio alle ore 18.00 al Cine Teatro Musmeci di Riposto, con la commedia “Il boss…olo di casa nostra” di Pippo Spampinato, per la regia di Pietro Redi. E’ possibile da oggi acquistare i biglietti per gli spettacoli, scegliendo la propria poltrona con giorno e orario dello spettacolo dal sito compagniateatralejonica.it

Mario Pafumi

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