Tangenziale Ovest a Catania, un giorno di ordinaria follia

maggio 14, 2019

Saro Faraci

CATANIA – Scene da film Un giorno di ordinaria follia questa mattina presto lungo la Tangenziale Ovest che collega il casello di San Gregorio all’autostrada Catania-Siracusa. Qualcuno ricorderà il film del 1993 diretto da Joel Schumacher che si apriva con la scena dell’ingorgo caotico di vetture in un’ampia strada di Los Angeles, con un irritato Bill Foster, interpretato magistralmente da Michael Douglas, che spazientito scendeva dalla propria auto, lasciandola incustodita in pieno traffico, andando in giro a piedi con la propria valigetta.

Stamattina c’è mancato poco che si vedessero scene del genere lungo la Tangenziale Ovest e, purtroppo, anche chi Vi scrive ne è stato vittima e testimone al contempo. A partire dalle sette, a poco a poco, l’importante arteria stradale, in assoluto la più trafficata ogni giorno nell’intero comprensorio, ha cominciato ad intasarsi di auto e mezzi pesanti, collassandosi in poco tempo e generando una lunghissima fila di autovetture che nell’arco di un’ora iniziava addirittura a partire dal casello di Acireale, fin dentro l’A18. Senza alcun preavviso, senza alcuna informazione fornita agli automobilisti in procinto di imboccare l’autostrada Catania-Messina o la stessa tangenziale dai caselli di San Gregorio, solo con qualche macchina della Polizia Stradale che provava a divincolarsi nel traffico, con il passare dei minuti la situazione è divenuta insostenibile per tutti. Una fila lunga decine di chilometri e tutti intrappolati in auto. Il risultato? C’è chi è arrivato con spaventoso ritardo sul posto di lavoro o ad una riunione di lavoro; c’è chi non è riuscito a partire in aereo, c’è chi ha perso la coincidenza di un bus o di un passaggio in auto. Chi Vi scrive ha imboccato la Tangenziale Ovest intorno alle 7.00 da San Gregorio di Catania ed è giunto in aeroporto alle otto e trenta. Ritardi e disagi per tutti e un “costo sociale” del blocco in Tangenziale di proporzioni spaventose.

Il motivo di tale ingorgo è stato reso noto nel corso della mattinata dalla stessa Anas, l’ente nazionale per le strade, facente parte del gruppo Ferrovie dello Stato. “I rallentamenti con code”- così sono stati chiamati – si sono determinati a causa del protrarsi dei lavori notturni di rifacimento del manto stradale, che avrebbero dovuto finire alle sei del mattino e che invece si sono conclusi alle dieci, nel tratto compreso tra il km 11,400 e il km 12,600 tra gli svincoli di Misterbianco e San Giorgio. Un guasto tecnico ad una macchina finitrice ha determinato la sospensione dei lavori, ripresi poi tardivamente quando a partire dalle 6.30 del mattino la Tangenziale Ovest iniziava a popolarsi di auto e mezzi pesanti. In effetti, passando per la zona “incriminata” intorno alle 8.20, ho potuto constatare che la squadra lavori dell’ANAS era a braccia conserte, attendendo di risolvere quanto prima il problema tecnico. Qualche automobilista ha inveito contro i lavoratori dell’ANAS.

Ironia della sorte. L’anno scorso di questi tempi, era esattamente il 16 maggio del 2018, l’ANAS sceglieva Catania per celebrare la prima tappa degli Innovation Days, presentare i progetti di mobilità sostenibile del futuro, tra cui la smart road, e rendere nota la sottoscrizione di un accordo con il Comune di Catania, di qualche mese prima, sulla creazione in Tangenziale della prima dorsale tecnologica, canale di comunicazione e big data da e per la Smart City. Un progetto ambizioso e avveniristico del gruppo Ferrovie dello Stato che non risolve i problemi di traffico della Tangenziale Ovest di Catania ma li studia, li osserva e li monitora per ricavarne utili informazioni per il traffico stesso.

In attesa della nuova terza corsia virtuale dove l’ANAS realizzerà la dorsale tecnologica, non passa giorno che il traffico non aumenti a dismisura. Basta poi un incauto guasto ad una macchina per tardare i lavori notturni e mandare letteralmente in tilt l’intera arteria stradale. Sono state diverse centinaia gli automobilisti che questa mattina, praticamente paralizzati all’interno dell’abitacolo, hanno protestato veementemente sui social e sui blog. A buona ragione, aggiungeremmo noi.

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