Alla Sala Harpago la responsabilità è limitata, ma non le risate

maggio 6, 2018

 

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Gino Astorina non è Raoul Bova e, quindi, non gli succede che debba alterarsi perchè in sala qualche spettatore lascia il cellulare acceso, chatta, si distrae e disturba gli altri. Non succede e basta, perchè due ore nella Sala Harpago, con il gruppo del Gatto blu, sono un’oasi di divertimento nel deserto del logorio della vita moderna.  Gino è il leader, con la vocazione ad essere il “mattatore”, ma gli altri sono diversamente leader, compresa Francesca Agate, l’ultima arrivata, ma perfettamente inserita nel gruppo con Luciano Messina e Nuccio Morabito, che si riservano spazi di autonomia in uno spettacolo frizzante e veloce com’è nella tradizione del gruppo cabarettistico made in Liotru. Dall’aereo al paradiso il viaggio è breve, segnato dal filo conduttore dell’auto ironia, del paradosso, della satira politica, dal “buco nero” del Tondo Gioeni a quello sbiancato dall’ex governatore Rosario Crocetta alla parziale denuncia del presidente Musumeci che dei burocrati inefficienti non fa il cognome, ma solo il nome. E poi

Si ride di gusto della catanesità che è la cifra del gatto blu, con Gino Astorina che ama ricordare i suoi trascorsi fanciulleschi nel quartiere degli Angeli Custodi, fino alle peripezie familiari con la moglie Mariella, presenza costante negli  ultimi 20 anni almeno di spettacolo, ma “accanitamente” moglie da 36 anni, compagna di vita e musa ispiratrice di non poche battute. Luciano e Nuccio hanno la capacità di essere co-protagonisti elevando ad un livello superiore il ruolo di “spalla” che non è certo meno facile di quello del capocomico. Francesca Agate, presenza giovane e gradevole, è cresciuta costantemente in questi anni mostrando freschezza e versatilità.

Insomma, lo spettacolo al Gatto blu è gradevole come lo zibibbo e gustoso come i biscotti offerti per tradizione, a interrompere  i fantastici quattro non sono le notifiche sul cellulare, ma gli interventi degli spettatori spontaneamente coinvolti dal palcoscenico. “SrL…spettacolo a responsabilità limitata” garantisce, invece, risate e buon umore senza limiti.

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