Terme di Acireale, approvati gli ultimi bilanci ma il patrimonio aziendale ormai vale due milioni di euro

marzo 5, 2018

Saro Faraci

ACIREALE – Sono stati approvati i bilanci delle società Terme di Acireale relativi agli anni 2014-16. Lo si apprende da un quotidiano regionale che ne ha dato la notizia, interpellando i tre liquidatori ancora in carica nominati dal precedente governo Crocetta. I documenti contabili non sono tuttavia disponibili sul sito della Camera di Commercio, quindi bisognerà attendere un po’ di tempo prima di poterli analizzare ed interpretare per prevedere i possibili scenari.

Un primo dato però è stato fornito dai tre liquidatori e cioè che, dopo una serie di operazioni di “pulizia contabile”, il patrimonio netto della società vale adesso 2 milioni di euro. Nell’ultimo bilancio disponibile, cioè quello al 31 dicembre 2013, il valore del patrimonio era di 22 milioni, addirittura in partenza era di 35 milioni nel 2006 quando le Terme furono trasformate da azienda autonoma a società per azioni. In dieci anni, dunque, da quando la Regione Siciliana è proprietaria, si è dilapidato un consistente patrimonio aziendale, è cessata ormai da tempo l’erogazione di prestazioni sanitarie specialistiche, mentre il valore degli immobili dovrebbe superare di poco i 30 milioni di euro.

Le operazioni di pulizia avviate dai liquidatori verosimilmente avranno riguardato i crediti adesso di molto svalutati forse perché inesigibili, mentre sul versante dei debiti si registra un cambiamento del soggetto creditore privilegiato, la società Raphael del fondo internazionale Cerberus, che ha rilevato il credito vantato dalla banca Unicredit nei confronti della Regione. Tra l’altro, proprio in virtù di quella posizione debitoria, i due immobili oggetto del mutuo ipotecario, cioè l’ex albergo Excelsior Palace e il centro polifunzionale ubicati l’uno di fronte all’altro in via delle Terme, sono finiti all’asta in forza di un procedimento di esecuzione immobiliare e la vendita è stata fissata dal giudice Floriana Gallucci il prossimo 17 aprile.

Qui si intrecciano altre vicende di natura societaria delle Terme di Acireale approdate fino alla sezione fallimentare del Tribunale di Catania senza che nessuno ne avesse dato comunicazione e che bisognerà ricostruire pian piano perché in questo anno di lavoro, diversamente da tutti i loro predecessori, i liquidatori non hanno mai reso conto alla stampa sull’andamento delle operazioni liquidatorie. Tra l’altro, uno dei liquidatori, il dottor Francesco Petralia per un breve periodo si è dovuto occupare pure di altro, essendo stato candidato dal PD alla carica di Sindaco di Acicatena, perdendo poi il diretto confronto con Nello Oliveri. I tre liquidatori hanno lavorato fianco a fianco con il Dipartimento Bilancio della Regione Siciliana, più precisamente con l’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni fin qui diretto dalla dottoressa Grazia Terranova, adesso passata a più alto incarico dirigenziale su nomina del governo di Nello Musumeci.

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