Terme di Acireale, l’asta per la vendita dei gioielli di famiglia è andata deserta. La Regione però farà presto un’offerta di tredicimilioni

giugno 19, 2019

Saro Faraci

ACIREALE – L’asta per la messa in vendita dell’ex albergo Excelsior Palace e del complesso polifunzionale ieri è andata deserta. Doveva essere un mezzogiorno di fuoco, e non soltanto per la calura estiva, invece è calato il gelo. Dinanzi al Notaio Francesco Grassi Bertazzi, nessuna offerta privata è pervenuta ai tre liquidatori regionali che nei mesi scorsi avevano rilanciato la vendita dei due “gioielli di famiglia” con una nuova asta a partire da 13 milioni di euro. Non è pervenuta nemmeno l’offerta della Regione Siciliana che, messo da parte il “tesoretto” in virtù della legge n.20 del 2016, potrà acquistare i due cespiti, riunificarli al patrimonio immobiliare delle Terme e, una volta soddisfatti i creditori della società Terme di Acireale, affidarne la gestione ai privati.

I liquidatori adesso procederanno ad un nuovo avviso. La tutela dei creditori è prioritaria, infatti. Gli stessi creditori (tra cui Sogip, il Comune di Acireale e Riscossione Sicilia) hanno tutto l’interesse che i due cespiti immobiliari siano venduti a prezzo pieno. Solo in questo modo, ciascuno di loro potrà essere ristorato del credito vantato nei confronti della società Terme di Acireale. Dunque, si ripartirà ancora una volta da una base d’asta di 13 milioni di euro, anche per consentire alla Regione Siciliana di formalizzare la propria offerta

La Regione, che per un cavillo burocratico, non è riuscita a partecipare a quest’asta del 18 giugno, farà la sua parte al prossimo giro. Nei giorni scorsi, infatti, la giunta regionale ha adottato un’importante delibera governativa con la quale, in sostanza, si dà il via libera all’intera operazione. La delibera è consultabile sul sito della Regione Siciliana.

Nella delibera si autorizza il pagamento della somma di 13 milioni di euro per l’acquisto dalla società Terme di Acireale dell’ex albergo Excelsior Palace e del complesso polifunzionale. Tale pagamento dovrà avvenire entro il 26 luglio. I documenti allegati alla delibera di giunta, tuttavia, evidenziano alcune criticità che il servizio “Demanio e Patrimonio Indisponibile” dell’Assessorato regionale all’Economia ha recentemente sollevato in merito alla natura dell’operazione finanziaria. In parole povere, è come se la mano destra (l’Ufficio Liquidazioni) e la mano sinistra (il Servizio Demanio) all’interno del medesimo Assessorato avessero opinioni contrastanti in merito all’acquisto dei due immobili da parte della Regione Siciliana per l’importo, ancora una volta ritenuto congruo, di 13 milioni di euro.

Si attende adesso il nuovo bando.

One Comment

  1. Cittadino

    giugno 20, 2019 at 6:43 am

    Scusate non si capisce come mai nel titolo si parli di vendita di “gioielli di famiglia” quindi di proprietà della regione e poi del fatto che la regione per un cavillo non si é presentata all’asta per acquistarli per la modicacifra di tredici milioni di euro. Ma non sono già beni della regione? Insomma non é chiaro di che operazione si tratti. Ma se nessuno si é presentato all’asta siete sicuri che sia in affare appetibile? Sembrerebbe di no. E allora perché questo bell’affare deve farlo la regione con i soldi dei contribuenti? Non si capisce proprio

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