Terme di Acireale, mancano poche ore. Adesso serve un miracolo per salvarle dal fallimento

luglio 10, 2019

di Saro Faraci

ACIREALE – Servirà un miracolo per scongiurare entro domani l’inizio di una grande svendita e il possibile avvio di una procedura fallimentare. Tutto ciò potrebbe prospettarsi a seguito del doppio disimpegno della Regione Siciliana, assente per ben due volte all’asta promossa dai liquidatori delle Terme di Acireale SpA (il 18 giugno e il 5 luglio) dove l’Excelsior Palace e il centro polifunzionale erano messi in vendita ad un prezzo pieno di tredici milioni di euro; quell’asta era stata autorizzata dal Tribunale e dai creditori per sospendere l’esecutività della procedura giudiziale in corso a seguito delle pretese non soddisfatte dei creditori, tra cui Riscossione Sicilia e il fondo Cerberus.

Il tempo delle buone intenzioni però è scaduto e dunque, se non ci sarà domani un’ulteriore proroga concessa dal magistrato, la palla ritornerà al Tribunale di Catania che potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di avviare al fallimento la società di gestione delle Terme, una partecipata regionale ininterrottamente in perdita dal 2006 e con un patrimonio netto ormai ridotto a poco centinaia di migliaia di euro quando invece all’inizio era di oltre 35 milioni. Sarebbe un bel guaio per tutti: per i creditori innanzitutto perché l’offerta della Regione a tredici milioni avrebbe consentito a ciascuno dei pretendenti di vedersi ristorato il credito vantato nei confronti delle Terme; per la società stessa che potrebbe cominciare a smantellarsi a pezzi, a partire proprio dalla dismissione dell’ex albergo e del centro polifunzionale; per la città di Acireale ormai da decenni mortificata dal comportamento incerto e improvvisato della Regione e totalmente esautorata dalle decisioni. Arriverà dunque al capolinea quel processo di palermitanizzazione delle Terme di Acireale, iniziato quasi un quindicennio fa, quando con la trasformazione in società per azioni delle aziende autonome delle Terme di Acireale e di Sciacca se ne sanciva in fondo la loro morte. Da quel momento le Terme delle due cittadine sono diventate solo pratiche amministrative, piuttosto scottanti, ma solo carte. A Sciacca si va avanti, nonostante tutto. Ad Acireale non più

La Regione Siciliana è un mostro a più facce. C’è la faccia parlamentare, che nel 2016 ha comunque approvato in aula una norma salva-Terme, autorizzando il Ragioniere generale a contrarre il mutuo necessario per riportare ad unità i compendi immobiliari di Acireale e Sciacca. C’è la faccia esecutiva, che con il governo Musumeci ha voluto imprimere una accelerazione al processo di ricompattazione degli immobili, se è vero che una delibera ad hoc è stata adottata dalla giunta qualche settimana fa. C’è infine la faccia burocratica, che la faccia in pubblico non ce la mette mai, ma che sta condizionando persino la politica. Se la Regione non ha partecipato all’asta del 18 giugno e del 5 luglio è perché a livello burocratico sono emerse alcune criticità, in particolare nella relazione della Dirigente Benedetta Cannata, e nessuno dei superburocrati, nonostante la previsione legislativa che autorizza la Regione a spendere, ha voluto assumersi la responsabilità di presentarsi dal notaio con un assegno di tredicimilioni di euro. La somma che sarebbe servita per riacquistare due beni che, in fin dei conti, erano già di proprietà della Regione prima che la stessa ne perdesse la titolarità a seguito dell’azione giudiziale promossa da Unicredit prima e dal fondo Cerberus dopo.

Vediamo cosa succederà domani.

 

 

2 Comments

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  2. Piccirillo francesco

    luglio 10, 2019 at 4:33 pm

    Quale esperto di partenariato pubblico privato sono intervenuto diverse volte in materia!!! Occorre che i commissari liquidatori approfondiscano tutto ciò che riguarda la valorizzazione del territorio,se lo faranno si accorgeranno che la soluzione delle terme è più vicina di quanto loro possano immaginare. Mi riferisco ai fondi immobiliari di cassa depositi e prestiti in particolare al fondo INVIMIT.Con una operazione di PPP di tipo negoziale si approda ad una convenzione con gli enti proprietari e con la costituzione di un fondo locale immobiliare si può fare spazio ai debiti pregressi ,senza vendita di immobili ed il privato è rappresentato da una SGR cioè dal sistema bancario.Occorre che i commissariapprofondiscano tali problematiche per portare fuori dal fango il sistema ogni osservazione è benaccetta.!!!

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