Terme di Acireale, una liquidazione lunga quasi dieci anni

aprile 19, 2019

Saro Faraci

ACIREALE – La Settimana Santa ha avuto inizio con la pubblicazione da parte dei tre liquidatori dell’avviso di vendita dell’ex albergo Excelsior Palace e del centro polifunzionale per tredici milioni di euro. L’avviso è stato pubblicato sul sito della società Terme di Acireale SpA e le offerte dovranno pervenire al Notaio entro il 18 giugno. Se  non ci saranno offerte, sarà la Regione Siciliana a farsi avanti con una proposta di acquisto pari o superiore all’importo a base d’asta che i liquidatori dovranno comunque aggiudicare perchè più favorevole ai creditori. In questo modo i due immobili, facenti parte del patrimonio disponibile delle Terme, potranno tornare in mano al Dipartimento regionale di Economia che li unificherà agli altri beni a sua disposizione, ovvero gli stabilimenti termali di Santa Venera e di Santa Caterina, attualmente chiusi.

Le reazioni alla notizia della vendita sono state tante. Dopo l’endorsement pubblico dell’on.Fausto Raciti del PD, oggi si registra quello dell’on. Nicola D’Agostino di Sicilia Futura che elogia il lavoro svolto dai tre liquidatori Vincenza Mascali, Francesco Petralia e Antonino Oliva nominati dal governo Crocetta in sostituzione del precedente liquidatore Gianfranco Todaro e mantenuti in carica dall’attuale giunta regionale Musumeci. Ad onor del vero, il lavoro dei tre professionisti è stato molto articolato e – come loro stessi dichiarano nei documenti di accompagnamento all’ultimo bilancio approvato al 31 dicembre 2017 – trova il presupposto nella norma regionale – l’art.2 della legge regionale 29 settembre 2016, già applicata in favore delle Terme di Sciacca di cui la Regione Siciliana ha recentemente riacquistato il compendio immobiliare.

E’ proprio nell’ultimo bilancio approvato delle Terme di Acireale che trova riscontro il valore di 13 milioni di euro posto a base dell’offerta di vendita: dieci milioni per l’ex albergo Excelsior Palace e tre per il centro polifunzionale. Al bilancio, come per tutte le società registrate, è stata assicurata la consueta pubblicità attraverso la pubblicazione sul Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Come si evince dal prospetto allegato, c’è ancora da definire la questione della nuda proprietà degli ex stabilimenti dell’Acqua Pozzillo.

Da quando sono entrati in carica, i tre liquidatori hanno parlato molto poco in pubblico e sulla stampa a differenza dei loro predecessori (in ordine temporale: Margherita Ferro e Michele Battaglia; Luigi Bosco; Gianfranco Todaro) e si sono dedicati alla ricomposizione di tutte le partite di bilancio rilevanti per portare a conclusione il lungo percorso della liquidazione iniziato nel 2010.

Nella Relazione sulla gestione che accompagna il bilancio al 31 dicembre 2017 si legge infatti: “Alla data dell’insediamento i sottoscritti liquidatori rilevano la mancata approvazione da parte del socio dei bilanci relativi agli esercizi al 31/12/2014 ed al 31/12/2015 a seguito delle censure mosse dal collegio sindacale, lo stesso tra l’altro promotore di un contenzioso instaurato nei confronti del precedente Commissario Liquidatore Avv.Gianfranco Todaro”.

Per poter approvare i bilanci mancanti, i liquidatori hanno dunque avviato una serie di attività propedeutiche e necessarie che loro stessi indicano nei documenti ufficiali: la predisposizione dell’inventario dei beni mobili ed immobili; la valutazione del patrimonio mobiliare ed immobiliare; la predisposizione dell’elenco – e verifica – dei crediti dei debiti della società; la ricognizione e prognosi dell’esito dei giudizi in corso; la riorganizzazione dell’assetto amministrativo e contabile della società in prospettiva liquidatoria; la sensibilizzazione del socio unico a soddisfare le esigenze finanziarie primarie della Società; la proposta di nomina all’Assemblea dei Soci di un nuovo revisore legale.

Il tema più spinoso rimane sempre quello dei debiti. A differenza dei crediti che via via sono stati svalutati, la massa debitoria è superiore a 16 milioni di euro e non si è affatto contratta nel tempo, per via di vari contenziosi.

Da una parte ci sono i creditori che si sono insinuati nella procedura esecutiva, e dunque: Raphael Spv (aventi causa di Unicredit), Riscossione Sicilia e le due società partecipate dal Comune di Acireale Sogip ed Acienergia, unitamente ad una società privata e ad un professionista. E’ alla disponibilità di tutti questi creditori che si deve la sospensione, per il periodo di dodici mesi, della procedura esecutiva tutt’ora pendente presso il Tribunale di Catania. In sostanza, la procedura giudiziale è quella che fino ad ora ha originato ben due avvisi di vendita all’asta degli immobili delle Terme, con le aste però andate deserte.

Dall’altra parte, c’è una pletora di piccoli creditori, pubblici e privati, cui si aggiungeranno altri potenziali creditori a seguito di vari contenziosi aperti con le Terme nel corso degli anni.

Se andrà a buon fine la vendita dei due immobili con l’avviso pubblicato lunedì mattina, i liquidatori otterranno le somme necessarie per pagare i debiti, magari al netto di qualche ulteriore sconto praticato dai creditori, e potranno liquidare la società dopo quasi dieci anni da quando è iniziata la procedura (era il 5 ottobre 2010), restituendo gli immobili alla Regione che potrà metter mano al bando per la privatizzazione della gestione. E lì si aprirà una pagina nuova, non priva di incognite, sul futuro degli stabilimenti termali di Acireale.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *