Terremoto di Santo Stefano. Il Governo estenderà la zona franca urbana ai comuni etnei colpiti dal sisma

giugno 14, 2019

di S.F.

Il pressing dei commercianti e degli operatori economici di Fleri ha sortito buoni risultati. In effetti, il decreto Sblocca Cantieri contenente le norme per la ricostruzione, approvato ieri dalla Camera dei Deputati e convertito in legge, non prevede consistenti interventi per la ripresa economica delle zone colpite dal sisma di Santo Stefano. Soltanto due milioni nel 2019 e altrettanti nel 2020 per ristorare le imprese del lucro cessante derivante da una riduzione del fatturato di oltre il 30 per cento. I disagi economici sono però anche di altra natura e il carico di oneri fiscali e contributivi non aiuta affatto piccole imprese e professionisti quando sono costretti già da parte loro a sopportare per intero il peso dell’emergenza economica derivante dal sisma.

Nei giorni scorsi, i commercianti hanno interloquito con alcuni parlamentari nazionali, ai quali è stato fornito un quadro dettagliato dei problemi che gravano sugli operatori economici di tutte le principali zone colpite dal sisma, da Acireale a Zafferana ad Aci Sant’Antonio, per citare i maggiori. Solo a Zafferana Etnea, teoricamente la riduzione di fatturato del 30% in tutte le imprese varrebbe non meno di 40 milioni di euro in un solo anno. A ciò si aggiungono i problemi della Tosap, da pagare ugualmente anche se si è in zona sismica, oltre ai danni economici alle strutture, alle attrezzature, alle scorte di prodotti finiti, per i quali però si potrebbe accedere ad altre misure previste dal decreto ricostruzione

Apprendiamo stamattina che ieri alla Camera è stato approvato un ordine del giorno per estendere la zona franca urbana anche ai comuni catanesi colpiti dal sisma dello scorso dicembre. Si è fatta carico dell’iniziativa la parlamentare catanese Maria Laura Paxia.

Questo il comunicato stampa pervenuto stamattina

“In un ordine del giorno proposto dall’on. Maria Laura Paxia approvato dalla Camera nella serata di ieri, la deputata catanese del Movimento 5 Stelle ha chiesto al Governo l’impegno di estendere la Zona Franca Urbana, che attualmente comprende le zone del Centro Italia (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo) interessate dagli eventi sismici dell’agosto 2016, anche ai comuni etnei colpiti dal sisma del 28 dicembre 2018.

Le imprese che operano in queste zone usufruiscono di diverse agevolazioni, quali:  l’esenzione dalla imposta sui redditi e dall’imposta regionale sulle attività produttive; l’esenzione dell’imposta municipale propria; l’esonero dal versamento dei  contributi   previdenziali   e assistenziali,  con esclusione   dei   premi  per   l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei  datori  di lavoro,  sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Inoltre, l’esponente pentastellata ha chiesto che queste agevolazioni siano applicate non solo alle imprese, ma anche ai professionisti che operano nelle zone franche”

Soddisfatta la deputata catanese che dichiara:

“L’approvazione del mio odg rappresenta un ulteriore segnale di vicinanza del nostro Governo a Catania ed agli operatori economici etnei, che hanno subito gravi danni alle loro attività e ancora risentono pesantemente degli effetti del sisma. Da imprenditrice non posso che essere particolarmente sensibile a queste problematica e, proprio per questo, continuerò a farmi promotrice di proposte volte a tutelare il ruolo degli imprenditori”.

Adesso bisognerà prestare attenzione alle prossime decisioni del Governo nazionale che, in fase di approvazione della legge di bilancio, dovrà stabilire il fabbisogno finanziario connesso alla istituzione della zona franca urbana. Nei territori del centro Italia, questa voce da sola impegna qualche centinaio di milioni di euro all’anno.

 

 

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