Terremoto di Santo Stefano, nessuna risorsa dalla Regione in finanziaria. Approvato soltanto un ordine del giorno

Non ci sono risorse finanziarie ad hoc per i terremotati di Santo Stefano stanziate dalla Regione Siciliana nella legge finanziaria appena approvata due giorni fa. Tutto ciò nonostante le prime rassicurazioni fornite dal Presidente Nello Musumeci, in visita qualche giorno dopo il sisma nei luoghi colpiti dall’evento calamitoso. E nonostante l’impegno assunto in pubblico dall’assessore Marco Falcone domenica all’incontro promosso dal comitato dei terremotati ad Acireale: 20-30 milioni, così aveva dichiarato Falcone, per ripristinare la viabilità.

L’iter di approvazione della finanziaria è stato difficile e ha messo a repentaglio la stessa sopravvivenza politica del governo regionale; le risorse sono poche e le priorità risultano altre, in una Regione alle prese coi problemi di sempre come la stabilizzazione dei precari e i pagamenti degli stipendi ai forestali e con qualche novità di questa finanziaria, come il salvataggio di Riscossione Sicilia e la nascita del nuovo istituto di credito per artigiani e cooperative. Ovviamente, nessuna previsione finanziaria ad hoc nè per le persone nè per i luoghi colpiti dal sisma di Santo Stefano, in particolare i Comuni di Zafferana Etnea, Acireale ed Aci S.Antonio oltre agli altri sei individuati nell’ordinanza della Protezione Civile nazionale. Adesso tutte le speranza sono riposte nell’emanando decreto legge sulla ricostruzione cui sta lavorando il sottosegretario Vito Crimi a Roma.

E’ stato solo approvato un ordine del giorno che prova a dettare un’agenda al Governo regionale che non è detto che dovrà per forza rispettarlo. I firmatari dell’ordine del giorno sono i deputati Foti, Cancelleri, Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Marano, Di Caro, Di Paola, Mangiacavallo, Palmeri, Pagana, Pasqua, Schillaci, Siragusa, Sunseri, Trizzini, Tancredi, Zafarana, Zito.

Il testo dell’ordine del giorno, firmato il 13 febbraio, è il seguente:

“Tenuto conto che:

i territori dei comuni colpiti dal sisma del 26 dicembre 2018, nonostante lo sforzo profuso a tutti i livelli istituzionali versano ancora in una situazione emergenziale ed in particolare per quanto riguarda la viabilità con inevitabili ricadute negative su tutti i settori dell’economia locale;

i comuni scontano una carenza ormai strutturale di figure tecniche che possano soddisfare con celerità la mole di lavoro che all’indomani del sisma ha investito gli uffici tecnici e di protezione civile comunali;

il sisma ha inoltre danneggiato gravemente il sistema di delimitazione poderale costruito con muri a secco in pietra lavica, la cui tecnica di costruzione è stata recentemente inserita dall’UNESCO tra i patrimoni immateriali dell’umanità;

Considerato inoltre che:

a peggiorare ulteriormente la già difficile situazione negli ultimi mesi, le zone già colpite dal sisma sono state interessate da una copiosa pioggia di cenere vulcanica che ha danneggiato la produzione orto-frutticola, agrumicola e florovivaistica, depauperandola;

la pur condivisibile sospensione dei tributi per tutti i contribuenti residenti nei comuni colpiti dal terremoto comporterà delle ricadute negative sui bilanci degli enti locali, soprattutto in termini di cassa, dovendo, dove possibile, procedere a ingenti anticipazioni di cassa;

impegna il Governo regionale

a predisporre azioni volte ad attenuare la grave crisi economico-produttiva dei territori colpiti dal sisma del 26 dicembre 2018, stanziando congrue risorse economiche in favore dei settori produttivi danneggiati dall’evento calamitoso, a realizzare un piano per il ripristino dei muri a secco in pietra lavica, elementi paesaggistico-culturali peculiari delle zone etnee, a dichiarare lo stato di calamità per il settore agricolo e florovivaistico fortemente danneggiato dalla pioggia di cenere vulcanica degli ultimi mesi, a procedere ad un atto di interpello rivolto ai dipendenti regionali affinché possano prendere servizio presso i comuni colpiti dal sisma per assisterli nella predisposizione di tutti gli atti necessari per l’assistenza alla popolazione sfollata e la ricostruzione, ed infine  prevedere forme di trasferimento di risorse straordinarie ai comuni colpiti dal sisma per far fronte al minore gettito derivante dai danni subiti agli immobili e dalla sospensione del pagamento dei tributi sancito con Decreto del Ministro delle Economia e delle Finanze”

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