Terremoto sull’Etna, nuova eruzione: l’origine è tettonica

ottobre 18, 2019

di Umberto Trovato

Torna la paura: una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 3:06 in provincia di Catania, alle pendici orientali dell’Etna. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9 km di profondità ed epicentro tra i comuni di Milo, Sant’Alfio e Zafferana Etnea. Non si segnalano danni a persone o cose. Intanto il vulcano dà importanti segnali di attività. L’ennesima risalita di energia nei condotti magmatici interni dell’Etna ha portato a una nuova fase eruttiva con l’emissione di cenere lavica dai crateri sommitali. I fenomeni sono monitorati dall’Ingv-Oe. Il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Marco Neri si è espresso in merito al fenomeno registrato: “Si è trattato di una scossa non molto superficiale e che in quanto di magnitudo pari a 3.3 ha rilasciato un’energia sismica tale da essere avvertita dalla popolazione. È stata una scossa isolata e dunque è da considerare come una delle tante scosse sismiche che si registrano sul fianco orientale dell’Etna. Il fenomeno, sostanziatosi in un movimento di faglia, è classificabile come terremoto di origine tettonica, lontano dalla zona di alimentazione del vulcano”. Il geofisico dell’Ingv Alessandro Bonforte ha aggiunto: “Non è il solito terremoto del fianco orientale dell’Etna come per esempio quello scatenatosi il giorno di Santo Stefano nel 2018. Pertanto è stato un sisma più crostale e quindi più profondo e non riconducibile alle solite strutture di faglia. Difficile stabilire se il fenomeno è legato alla pressurizzazione del sistema profondo dell’Etna”

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