Trasparenza, partecipazione e sviluppo

|Mario Pafumi|

FIUMEFREDDO – Il sindaco uscente Marco Alosi, si ricandiderà alla guida del turistico e laborioso centro jonico-etneo di Fiumefreddo? E una domanda che in molti si stanno ponendo in questi giorni, visto l’approssimarsi delle elezioni amministrative e l’inizio delle “grandi manovre” in corso.

“Marco Alosi non è un individualista. E’ sempre stato l’apice di una coalizione. Ho sempre usato il “noi” indicando i consiglieri, l’amministrazione e tutti i sostenitori. I questo momento stiamo ragionando per vedere se è possibile una ricandidatura o se è necessario candidare una nuova figura che possa dare vigore alla coalizione sempre scelta dalla coalizione stessa. Siamo sempre stati sostenitori della dialettica. Quando c’è la dialettica e si discute e non c’è una dittatura il percorso è molto più complesso, ma secondo me è molto più democratico. Da queste riunioni scaturirà il nome di uno o anche di due candidati sindaci, per le prossime elezioni”.

Se le chiedessi di fare un bilancio di questi cinque anni di sindacatura, da dove comincerebbe?

“Il bilancio parte da quelle che erano le intenzioni che questa coalizione aveva presentato agli elettori. Noi avevamo improntato la nostra campagna elettorale su tre principi che avrebbero ispirato l’azione amministrativa: trasparenza, partecipazione e sviluppo. Su questi principi abbiamo lavorato, con ottimi risultati, nonostante la carenza dei fondi. Trasparenza. Abbiamo istituito per la prima nel nostro comune e organizzato le ‘Giornate della trasparenza’, facendo alla cittadinanza, direttamente, il rendiconto di tutto ciò che avevamo fatto durante ogni anno. La gente ha partecipato, ha chiesto, si è confrontata con gli amministratori in modo diretto. La stessa trasparenza è stata portata nel nostro sito istituzionale, dove adesso, in tempo quasi reale vengono pubblicate le delibere e le determine adottate dal Comune e i cittadini possono vedere con i propri occhi e partecipare alla vita del Comune. Trasparenza anche in Consiglio comunale con le dirette streaming, dando la possibilità alla gente di seguire quello che facciamo direttamente dalla loro case. Insomma, con noi Fiumefreddo è diventato amministrativamente trasparente e senza ombre. Quanto alla partecipazione, abbiamo voluto privilegiare il rapporto diretto con i cittadini, per coglierne le istanze direttamente nei quartieri. Per questo abbiamo organizzato degli incontri in ogni quartiere, in particolare sulla rivisitazione del Prg, scaduto nel febbraio 2016,  per portare in Consiglio comunale le istanze e le osservazioni delle persone. Abbiamo anche istituito le Commissioni consiliari aperte al pubblico, per far sì che in ogni delibera che viene portata in approvazione siano contenute anche le idee dei cittadini, anche se questi lavori sono stati seguiti da pochissimi cittadini che preferiscono lamentarsi sui socialnetwork, talora sconoscendo il contenuto di ciò di cui parlano, piuttosto che partecipare attivamente ai lavori”.

Resta lo sviluppo. Questo parte dall’approvazione di un bilancio, ma le opposizioni attaccano su questo argomento, visto che il consuntivo sembra fermo al 2015.

“Il consuntivo 2015 è ormai in dirittura d’arrivo. La prossima settimana arriverà in giunta per l’approvazione. Il consuntivo non è una questione politica, ma tecnica. Il nostro Comune ha avuto diverse difficoltà oggettive, quali ad esempio, la stabilizzazione dei precari, un certo numero di mutui che abbiamo, il basso livello delle tasse. Questo ci ha creato enormi perdite di tempo, ma ormai le abbiamo superate”.

Sempre in tema di sviluppo, perché non si è fatto nulla riguardo al Piano di utilizzo spiaggia e Piano utilizzo pre – riserva? Non ritiene che la promozione e realizzazione di questi possa veramente apportare uno sviluppo straordinario ad un centro ad altissima vocazione turistica come Fiumefreddo?

“Lo sviluppo non può non passare dal nostro litorale. Proprio per questo una delle prime delibere del nostro Consiglio comunale di cinque anni fa è stata quella di regolare il Pudm (Piano di utilizzo del Demanio marittimo), che era stato più volte presentato dalla precedente amministrazione, ma sempre bocciato dalla Regione, per vari motivi. Noi siamo riusciti a metterlo a norma e a presentarlo immediatamente all’Assessorato regionale competente. Ebbene, è da cinque anni che la Regione lo ha tenuto fermo o perché è cambiato l’assessore o per il cambio di direttive o per motivi burocratici. Tutto ciò fino a sei mesi fa, quando l’assessorato ha stabilito l’ennesima nuova linea guida, a cui noi subito ci siamo adattati restituendo il Pudm, ma è da sei mesi che stiamo attendendo che la buona Regione, i buoni apparati burocratici e politici regionali ci diano delle risposte. Noi siamo in perfetta regola, su questo e anche sul Piano di equilibrio della pre-riserva, facendo, per la prima volta, un gemellaggio amministrativo con il Comune di Calatabiano. La riserva, infatti, non appartiene solo a Fiumefreddo. Chi pensava che si potessero scindere i due Comuni si sbagliava, infatti il piano non è mai andato avanti. Noi abbiamo redatto il piano della pre-riserva, lo abbiamo votato in entrambi i Consigli comunali, come atti di indirizzo generale e tramite la redazione dello studio di Valutazione ambientale strategica(V.A.S.), che peraltro ha un costo, e per il quale stiamo cercando di reperire i fondi, ci stiamo attivando insieme per realizzare le basi di uno sviluppo futuro. Intanto, però, siamo anche riusciti a farci cedere la vegetazione esistente sui luoghi, che prima apparteneva alla provincia regionale, poi alla città metropolitana. Adesso i proprietari siamo noi e possiamo superare gli ostacoli legali che hanno subito le amministrazioni Fiume e Nucifora, riguardo l’utilizzo dei luoghi sia per le strisce blu sia per lo svolgimento di grandi manifestazioni”.

In periodo di crisi economica è ancora possibile per le amministrazioni realizzare e completare opere pubbliche?

“Noi siamo riusciti, ereditandola dalla passata amministrazione, ad ultimare una programmazione di lavori pubblici che per le casse comunali era molto pesante. Noi abbiamo un patto di stabilità che impone al Comuni di non spendere circa 700 mila euro annue di investimenti. Il piano precedente prevedeva dei lavori per i quali si doveva spendere circa uno/due milioni di Euro l’anno. Ci siamo trovati in difficoltà per i primi tre anni e abbiamo dovuto annullare delle opere pubbliche. A causa di ritardi nel pagamento abbiamo avuto dei ricorsi e dei decreti ingiuntivi, come nel caso di via Regina del Cielo. Lo sforzo per il Comune era davvero eccessivo. Abbiamo comunque completato la via Regina del Cielo, la Torre rossa, Piazza Francesco Hayez(piazza del bacio). Stiamo cercando, se i cavilli legali e burocratici dei vari ricorsi tra le ditte ce lo consentiranno, di completare la piazza centrale. Siamo riusciti a far finanziare due progetti all’interno del ‘Patto per la Sicilia’, che avranno una ricaduta per il territorio di circa un milione e mezzo di Euro. Stiamo per completare e aprire, nell’arco di uno/due mesi la nuova caserma dei carabinieri, ricavata dalla ristrutturazione di una vecchia scuola in disuso nel quartiere Gona, mantenendo una promessa che avevo fatto al comandante provinciale dell’Arma. Stiamo completando il prolungamento di via Quasimodo e riqualificando tutto il quartiere di Vignagrande, con la costruzione di una villetta. Per quanto riguarda la viabilità, che è una spina nel fianco del nostro Comune, stiamo valutando la possibilità di realizzare una parallela alla Statale nel vecchio percorso ferroviario, visto che entro due anni Ferrovie italiane, sposteranno da Fiumefreddo a Taormina la rete ferroviaria in vista del doppio binario”.

E’ vera la voce che parla di una totale mancanza di una seria programmazione delle politiche giovanili da parte sua?

“Siamo in campagna elettorale e c’è da aspettarsi una simile uscita. A Fiumefreddo non esisteva la Consulta giovanile da più di quindici anni. Noi l’abbiamo istituita e ci sono dei ragazzi che gratuitamente portano avanti delle manifestazioni, partecipando alle difficoltà organizzative ed economiche. Abbiamo realizzato delle piccole manifestazioni in occasione delle ricorrenze più importanti durante l’anno. Ultimamente abbiamo organizzato un carnevale dignitoso, senza risorse economiche, finanziato a livello privato con le offerte del sindaco e degli assessori. Penso che questi giovani debbano avere un budget, ma al momento le casse comunali non possono aiutarli”.

La sua amministrazione ha avuto cura dei disabili e delle fasce deboli? Si è occupato della solidarietà sociale?

“La realtà è che negli ultimi cinque anni, lo Stato ha ridotto del 74% i trasferimenti nazionali e la buona Regione siciliana ce li ha ridotti del 60%. Non è una giustificazione, ma il Comune può fare poco in queste condizioni. Fiumefreddo è sempre stato un Comune promotore di tante iniziative a favore delle famiglie meno ambienti e dei portatori di handicap. Stiamo continuando, per quanto ci è possibile, a dare dei contributi tramite i progetti dei Servizi sociali comunali. In modo ridotto stiamo continuando quello delle vie dell’inclusione. La nostra amministrazione non sta dando più i contributi tramite un colloquio, come si faceva prima, ma lo sta facendo attraverso un punteggio reale delle difficoltà economiche e della presenza nei nuclei familiari di portatori di handicap. Siamo indietro nel pagamento di alcuni rimborsi, così come siamo indietro in altre cose, ma solo per carenze economiche che non dipendono da una mancata programmazione dell’amministrazione, ma come detto da minori introiti derivanti da trasferimenti statali e regionali”.

Fiumefreddo è spesso al centro dell’attenzione mediatica per episodi di cronaca nera. Cosa avete fatto per assicurare la sicurezza ai cittadini?

“Abbiamo organizzato un sistema di videosorveglianza in tutto il territorio. E’ poco, perché dieci telecamere non bastano. Avendo i fondi si potrebbe fare molto di più. Lo Stato potrebbe fare molto di più potenziando e non diminuendo il personale dei presidi territoriali. La nostra Stazione dei carabinieri ha un personale insufficiente, che invece di essere aumentato va diminuendo a fronte di un territorio vastissimo. Il problema riguarda l’intera Compagnia carabinieri di Giarre. Come si fa a garantire sicurezza senza un numero adeguato di personale?”

Non possiamo concludere questa intervista senza parlare brevemente della lotta per la riapertura dell’ospedale di Giarre, che l’ha vista tra i sindaci del Distretto sanitario di Giarre protagonisti. Ci sono possibilità secondo lei?

“Il diritto alla salute è una garanzia costituzionale. La battaglia è iniziata tanti e tanti anni fa. L’ospedale di Giarre è stato spogliato artatamente nel corso degli anni. E’ una battaglia difficile, ma vale la pena combatterla. La legge nazionale conferma che l’ospedale di Giarre ha tutti i requisiti per esistere e soddisfare le popolazioni di ben dieci Comuni. La Regione potrebbe farlo, anche prendendo una decisione che potrebbe sembrare impopolare, come quella di valorizzare più Giarre che Acireale e non per mero campanilismo, ma per una logica semplice e giusta. La Regione nella logica degli interventi a favore dei cittadini è più logico che venga potenziato l’ospedale di Giarre al centro di un Distretto e di un’utenza di centomila persone, piuttosto che l’ospedale di Acireale, che è praticamente a due passi dal centro d’eccellenza del Cannizzaro”.

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