Caltagirone, ai fontanoni dell’Acquanuova e del Camilliani la Giornata Fai

ottobre 13, 2018

 

 

 

CALTAGIRONE – Domenica 14 ottobre  tornano a Caltagirone, come in tutta Italia, le Giornate Fai d’autunno, evento realizzato a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordati di salvare l’Italia”, attiva fino al 31 di ottobre. L’invito, da nord a sud della Penisola, è quello di lasciarsi sorprendere dalla ricchezza del patrimonio diffuso italiano, scoprendo con occhi curiosi e da prospettive insolite 660 luoghi in tutte le regioni. Per l’occasione, 3800 volontari accompagneranno gli italiani lungo 150 itinerari a tema, da percorrere liberamente e solitamente non visitabili o poco valorizzati e raccontati con lo spirito entusiasta, che caratterizza i giovani e gli apprendisti Cicerone.

Inoltre, in accordo con la campagna #salvalacqua che il Fai (Fondo ambiente italiano)  promuove per sensibilizzare i cittadini sul valore di questa risorsa preziosa ma sempre più scarsa, quest’anno molti percorsi avranno come “fil rouge” l’acqua. In particolare, il gruppo Fai di Caltagirone, presieduto da Aline Lo Giudice, propone l’itinerario tematico: “L’Acquanova –  Risposte funzionali e artistiche alla sete della città tra  XVI e XX secolo”. L’evento è patrocinato dal Comune. I volontari e gli apprendisti Cicerone (i giovanissimi studenti che racconteranno da protagonisti le meraviglie del loro territorio) saranno presenti, dalle 9,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30: ai fontanoni dell’Acquanova, importante espressione artistica  di Giandomenico Gagini junior (1607), che rappresentarono una risposta funzionale alla sete d’acqua della città sia come fontana, sia come lavatoio, sia come abbeveratoio; alla fontana del Camilliani (al Giardino pubblico) e ai serbatoi di Sant’Agostino. Per l’occasione,  nell’androne dell’ex Convento di Sant’Agostino sarà allestita una mostra riguardante le antiche fontanelle della città, ormai dimenticate.                                                                                                                                        “Sarà l’occasione – sottolinea la prof.ssa Lo Giudice – per ripercorrere la storia della sete di acqua della nostra città e per riammirare monumenti spesso dimenticati e a tanti addirittura sconosciuti, i cui autori sono presenti, con le loro sculture,  in importantissimi musei del mondo”.  L’evento si svolge in collaborazione con la Commissione europea, nell’ambito delle attività dedicate all’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e, poiché  l’ex Convento di Sant’Agostino, oggi sede della sezione Preistoria e Civiltà indigene del Museo regionale della ceramica, è stato recuperato e valorizzato grazie a consistenti finanziamenti europei, domenica 14 ottobre sarà aperto al pubblico.

Il sindaco Gino Ioppolo, nel rivolgere un plauso “ai promotori dell’importante iniziativa”, ne sottolinea l’utilità “per la più piena conoscenza e promozione del nostro significativo patrimonio artistico e culturale”.

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