Un nuovo tempo

Un nuovo tempo

di Martina Pumo

Il tempo è rimasto così, sospeso, diviso tra chi continua la sua quotidianità, i suoi impegni, chi ogni giorno porta avanti quelle piccoli e grandi lotte e chi, invece, ha visto il proprio mondo fermarsi in uno stop non voluto, non deciso.

I propri ritmi sono stati stravolti, le abitudini hanno trovato un nuovo modo di appartenerci. Da quel fatidico 8 Marzo, il tempo ha trovato un nuovo modo di scorrere, esprimendo il suo peso in differenti e mille nuovi modi. E’ forse questo il senso che si cela dietro a questa quarantena?

Me lo chiedo mentre leggo il bollettino della Protezione Civile, e i numeri oscillano. Oggi in negativo, ieri in positivo, ieri la curva si alzava, oggi scendeva. C’è chi urla allo scandalo, ai tamponi non fatti, prima, ai tamponi raddoppiati, ora. A Milano aumentano i contagi, i multati sono sempre numerosi, eppure la quarantena persiste, il decreto è stato prolungato forse anche per colpa di chi viola le restrizioni, non curante del male che reca agli altri.

Mentre preserviamo la salute nostra e dei nostri cari, stando a casa, tra le nostre mura, il tempo muta. Ci penso mentre, ogni mattina, accendo il PC e comincio la mia giornata lavorativa. Chiudo la porta della camera e si parte. Ed è qui che una sorta di gratitudine di impadronisce dei miei pensieri con la stessa forza con cui mi aggrappo alle mie abitudini. La mia vita, in fondo, ha subito una sterzata, come quella di ognuno di noi eppure sono qui, con i miei progetti, i miei lavori e gli obiettivi, con gli affetti vicini e lontani, con i miei colleghi, gli amici pronti a supportarmi in videochiamata. Siamo qui, ognuno con la propria battaglia, pronti a vincere insieme una grande “guerra”. Ma in fondo, cosa vinceremo? Una nuova quotidianità. Sì, perché sarà nuova come nuovi saremo noi. Nessuno sarà lo stesso nel “dopo” perché “adesso” stiamo vivendo un tempo mai vissuto prima. E in questo tempo sospeso, dove un nemico invisibile ci porta a lottare con più forza, ho capito una cosa: le piccole cose sono quelle che contano maggiormente.

Conta il sole, che ogni giorno entra da questa finestra e illumina la mia scrivania.

Contano gli abbracci, anche quelli svogliati, e i brindisi, anche quelli scontati. Contano gli amici, quelli veri, quelli dalle mancanze insostenibili. E conta la natura che, silenziosamente, si riprende i suoi tempi, i suoi spazi, il suo equilibrio.

Oggi su Milano non c’è neanche una nuvola. L’odore inconfondibile di smog è quasi sparito come scomparso è il rumore di sottofondo delle macchine sostituito dai bambini che giocano sui balconi, dalle sirene delle ambulanze che, purtroppo, scandiscono il silenzio delle strade.

Oggi Milano ha un nuovo volto e un altro avrà quando tutto questo, pian piano, scemerà. E un’altra quotidianità prenderà forma, un’altra forza ci farà uscire e saremo nuovi, uniti e saremo noi.

Milano splende e splenderà, nonostante i continui contagi, nonostante chi viola il decreto ed esce. Milano e l’Italia intera splenderà perché c’è chi lotta, ogni giorno. Chi tra le mura di un ospedale, chi tra le casse di un supermercato e chi, ancora, tra le comodità della propria casa. Questo tempo, per alcuni, sarà come un dono e noi come germogli sbocceremo. Forse è solo una consapevolezza positiva in un periodo ricco di buio. O forse è una consapevolezza maturata tra le mura di casa.

Sicuramente ci sarà un nuovo tempo e non vedo l’ora di viverlo, portando con me tutte le lezioni che abbiamo appreso: preservare la mia salute è come preservare quella degli altri, oggi resto a casa ma un domani, sempre più vicino, potremo ancora ballare insieme.

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