Un’immagine falsa della Sicilia per catturare click e condivisioni

agosto 28, 2018

 

 

 

 

Massimo Bello

Che in molte spiagge italiane non ci sia sufficiente cura e pulizia è cosa nota. Meno noti sono invece forse gli effetti che può avere l’uso di una immagine falsa che rappresenta un mare inquinato e le potenziali conseguenze per il territorio a cui questa si riferisce per il contesto in cui viene utilizzata. Da alcuni giorni gira in rete un articolo, pubblicato da un noto giornale online, a firma di un siciliano esperto di marketing territoriale, che prendendo spunto da un rimprovero rivolto qualche giorno prima su Instagram ai siciliani da una turista, a causa di una spiaggia sporca, ha deciso di dire la sua in maniera dichiaratamente provocatoria.

Quando ho letto l’articolo e soprattutto visto la foto (simile a quella pubblicata in questo articolo) confesso di essermi subito risentito. Era il ritratto di una spiaggia e di un mare che sapeva quasi di discarica a cielo aperto. L’indignazione è stata immediata, perché ritengo di essere tra quei tanti, tantissimi, siciliani innamorati della propria terra, che prova a rispettarla e soprattutto a farla rispettare, anche se sono consapevole che non tutti siamo caratterizzati dal medesimo indice di educazione, sensibilità e civiltà. Premetto che giudico positivamente qualsiasi campagna di sensibilizzazione verso il rispetto della natura. ma da siciliano appassionato di comunicazione e turismo, però, e soprattutto di reputazione online, mi si sono accesi subito alcuni interrogativi ed ho voluto verificare a quale spiaggia si riferisse la foto utilizzata.

Google ha risposto subito ed io, con sorpresa e grande disappunto, ho realizzato che quella utilizzata nell’articolo non fosse la foto pubblicata su Instagram dalla signora. Ma cosa forse ancora più grave era che la foto non ritraesse una spiaggia siciliana. L’immagine era infatti disponibile in rete e risultava già utilizzata in altri articoli online pubblicati negli anni passati. Oggi una fotografia “parla” più di un testo e nell’era della web reputation, che influenza sempre più sensibilmente le scelte del consumatore e che può contribuire a decretare il successo o il fallimento di una destinazione turistica, si dovrebbe essere estremamente cauti nella comunicazione, per scongiurare rischiose ripercussioni sulla reputazione.

La preoccupazione iniziale ha così iniziato a trasformarsi in rabbia.

È mai possibile – mi sono chiesto – che un esperto di marketing del territorio scelga di utilizzare certe logiche di comunicazione su web e social? Se nella finalità dell’autore vi erano le buone intenzioni, un articolo così confezionato non rischia forse di andare oltre, producendo potenzialmente un elevato danno all’immagine alla nostra isola, proprio nel momento in cui molti turisti si accingono a partire per la vacanza al mare? Il risultato, purtroppo, è iniziato ad arrivare quasi subito. In poche ore migliaia di condivisioni e commenti negativi, un potenziale “colpo” alla destinazione Sicilia.

Ho scelto quindi di esprimere il mio garbato dubbio in un post su Facebook, lo stesso giorno della pubblicazione dell’articolo, suggerendo pubblicamente all’autore di rivedere la foto utilizzata. La sua risposta non ha tardato ad arrivare, sotto forma di commento al post ed a questa è seguita la mia replica in cui insistevo nel sottolineare la mia preoccupazione per il rischio che la rappresentazione impropriamente proposta potesse turbare l’immagine della Sicilia. Oggi sono trascorsi quasi dieci giorni dalla pubblicazione. L’articolo è ancora là, un boom di letture, nessuna precisazione, nessuna modifica all’immagine utilizzata. Mi chiedo se ci renda conto delle possibili conseguenze per la reputazione della Sicilia dovute all’utilizzo di immagini screditanti e non veritiere, anche in considerazione del fatto che il turismo è per noi risorsa fondamentale.

Immagino che gli operatori del settore, le associazioni di categoria ma anche l’assessorato regionale al turismo non possano essere contenti, come forse non sarà contenta nemmeno l’autrice del post Instagram ispiratore, per la strumentalizzazione che ne è venuta fuori. Confido che lei non avesse in mente obiettivi di questa natura e soprattutto di questa dimensione, come del resto suggeriscono le ulteriori condivisioni di altre belle immagini della Sicilia visibili sul suo profilo Instagram.

Il mare della Sicilia non è certo quello proposto dalla foto pubblicata nell’articolo del 13 agosto. Ci sono tratti di spiaggia in cui in alcune particolari giornate l’inciviltà lascia la sua impronta, ma non credo che siano i siciliani gli unici responsabili. Non posso sopportare che quella proposta nell’articolo possa rischiare di diventare l’immagine della nostra isola nel mondo.

Il mare della Sicilia è anche quello delle splendide spiagge del siracusano o del ragusano, ma anche del messinese o delle acque cristalline del trapanese e ancora della spiaggia dei Conigli, di Cala Rossa, della foce del Cassibile, della riserva di Vendicari, di San Vito Lo Capo, la riserva dello Zingaro o Scopello, Calamosche, Calabernardo, Torre Salsa, Cala Capreria, Sampieri ma anche quello di Capo Gallo, della Scala dei Turchi o di Isola Bella, del Plemmirio, o dell’Isola delle Correnti e … mi fermo qua perché l’elenco dei riflessi nella nostra perla, degni certamente di tutela e attenzione ma soprattutto degni di essere promossi, valorizzati e visitati è davvero troppo lungo.

Mi spiace per il probabile effetto ottenuto dall’autore, siciliano come la redazione del giornale online, ma temo che sia stata inferta una ferita che ancora sanguina, un’emorragia testimoniata dalla inesorabilità dei contatori: l’articolo sembra sia stato già letto in pochi giorni da oltre 300.000 persone e condiviso da quasi 100.000, che a loro volta avranno quasi certamente scatenato una imprecisata quantità di ulteriori condivisioni, in considerazione della elevata viralità conferita dalla immagine utilizzata. Mi è sembrato corretto inviare le mie considerazioni al giornale online su cui è stata effettuata la pubblicazione dell’articolo, in considerazione del fatto che l’articolo è di fatto pubblicato in un area “blog”, ma le mie osservazioni non sono ancora state ritenute degne di pubblicazione.

Se l’obiettivo di chi ha realizzato l’articolo era quello di sensibilizzare i siciliani, non so se l’autore sia riuscito, poiché il web non ha confini geografici e notizie come queste sconfinano facilmente. Temo però che sia riuscito ad ottenere una grande visibilità ed a far puntare centinaia di migliaia di occhi su una istantanea della Sicilia e dei siciliani che non riconosco e non condivido. Mi chiedo se ne sia valsa la pena.

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