Vigili del fuoco, sotto organico e senza Inail

CATANIA – In prima linea per ogni emergenza, dimenticati dalle Istituzioni quando si spengono i riflettori.

Stiamo parlando dei Vigili del Fuoco che operano costantemente sotto organico e senza l’assicurazione Inail. “Il problema dell’organico è nazionale”, spiega Carmelo Barbagallo, Coordinatore regionale USB Vigili del Fuoco, che racconta come “da anni chiediamo l’aumento del personale perché  le esigenze di soccorso sono sempre maggiori e, in particolare in Sicilia, il territorio è difficile dal punto di vista del dissesto idrogeologico, vulcanico e sismico e le verifiche sui  viadotti e scuole, confermano quanto da noi  denunciato da anni”.
I numeri ci dicono che i Vigili del Fuoco in servizio nella regione Sicilia sono circa 500 meno dell’organico reale e  l‘età media si aggira intorno ai 48 anni, dunque è troppo alta per questo tipo di lavoro che alterna mansioni di routine ad attività molto intense, sia dal punto di vista fisico che psicologico. E il servizio instancabile sulle macerie del Ponte Morandi ora e dei terremoti in centro Italia li abbiamo ancora tutti negli occhi.

“I tempi di risposta del soccorso sono lunghi”, continua Barbagallo e poi aggiunge: “Già in passato abbiamo chiesto al Sindaco e al Governatore  Musumeci l’apertura in Sicilia di nuovi  distaccamenti permanenti, ad esempio, Palagonia che sarebbe di grosso aiuto nella zona sud di Catania.
Nella provincia di Catania, ad esempio, i distaccamenti sono solo nove permanenti perché i portuali, naturalmente, non fanno soccorso cittadino( ma l’uso improprio ormai è diventato una routine) male oseremmo dire.
Inoltre, “se qualcuno va in ferie o c’è una malattia improvvisa, i distaccamenti vengono chiusi (sud, Paternò e Adrano, purtroppo quotidianamente e, nel resto dell’isola non va meglio, basti pensare a Siracusa, Messina ed Agrigento con numeri d’organico veramente striminziti.  Cosa significa? Che se la squadra esce non c’è nessuno che resti a presidio. Dovrebbero arrivare dalla zona più vicina, lo trovo paradossale nel 2018. Ci battiamo da anni per l’eliminazione del precariato e l’esaurimento Delle graduatorie già aperte, sarebbero propedeutiche alla carenza di personale.

Non solo. I Vigili del Fuoco abituati a vedere mentre si fanno largo tra il fango, o scendono tra le lamiere di auto accartocciate, non hanno l’assicurazione INAIL ma usufruiscono di assicurazioni private.
Dice ancora Barbagallo: “Abbiamo una detrazione mensile sullo stipendio che finisce a un ente chiamato ONA – Opera Nazionale di Assistenza per il personale del C.N.VV.F. – che stipula dei contratti con assicurazioni private, ma che non offrono certo la copertura di un ente come l’INAIL”.

A questo quadro si aggiunge il rischio delle sedi non a norma sismica. Bisognerebbe investire sul soccorso e sulla, previsione, prevenzione e salvaguardia del territorio.

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