A Motta Sant’Anastasia è “festa ranni”

agosto 22, 2019

MOTTA S. ANASTASIA – A distanza di 4 anni dalla precedente “festa ranni” (2015) tornano a Motta Sant’Anastasia sino a domenica 25 agosto i solenni festeggiamenti in onore della celeste Signora e Patrona, romana e balcanica, martirizzata nel 304 sotto Diocleziano a Sirmio, attuale Sremska Mitrovica, in Serbia, antica capitale della Pannonia nell’Illirico. Una Santa colta e forte che, per la sua scelta per gli ultimi (è appellata anche “farmacolutria”, guaritrice dagli avvelenamenti), diffonde uno stile militante molto vicino al presente. Una Santa, iscritta nel codice genetico e nell’identità dei mottesi, che ne venerano un osso della gamba custodito in avambraccio d’argento. A S. Anastasia fu dedicata una basilica anche a Roma. Festa liturgica il 25 dicembre. La cadenza agostana, come s’intuisce, è per un miscuglio di esigenze dal meteo alle risorse economiche. S. Anastasia è una delle protettrici dell’Europa, è molto venerata in tutto l’est europeo e in due icone russe ha navigato nello spazio, in segno di pace, a bordo della navicella russa Soyuz.

Precedenti “feste ranni”, a ritroso per oltre un cinquantennio, 2015, 2011, 2007, 2003, 2000 giubilare, ’97, ’92, ’88, ’84, ’80, ’77, ’74, ’68, ’64 e ’61. Essendo divenuta nel corso dei decenni, grazie all’apporto dei tre rioni locali Maestri, Vecchia Matrice e Panzera, un evento piuttosto singolare per le manifestazioni collaterali folcloriche unite ai forti momenti di devozione nei confronti della Patrona, la “Festa grande” di Motta Sant’Anastasia ha ottenuto nel 2011 dal Governo nazionale, ministero del Turismo, il riconoscimento “Patrimonio d’Italia per la tradizione”.

  La consueta festa patronale, sostenuta con entusiasmo e fervore dal sindaco Anastasio Carrà, dunque, simile alle tante conosciute, da quella di Catania a quelle nell’isola e nel meridione, che diventa quasi unica per il portato folclorico, le majorettes, che già martedì sera hanno dato spettacolo in piazza Umberto, i famosi gruppi di sbandieratori e musici, che dopo le esibizioni di sabato pomeriggio (15,30-17) nei rispettivi rioni scenderanno in campo domenica 25 in piazza Umberto ore 16-18, e soprattutto la sontuosa sfilata storica di venerdì pomeriggio, ore 16,30, detta “Calata delle quartine” (quartina è termine romano e rimanda a un vessillo di combattimento), dove ogni rione sfila con circa 300/400 personaggi in costume per rievocare pezzi di storia (il rispettivo tema rimane segreto sino alla vigilia) della Sicilia normanna o aragonese.

Si giunge a queste giornate clou, dopo che dai primi giorni d’agosto, nelle rispettive enclavi dei tre rioni, ogni sera, si è effettuato, in allegra socializzazione, il ripasso delle cantate (ognuno ne ha tre, musicate sul finire del 1800 e formate da introduzione, preghiera e allegro), che saranno rivolte a Sant’Anastasia il 24 e 25 sera, accompagnate dalle bande, sia in piazza Umberto che sotto i tre archi trionfali (Vecchia Matrice ne ha due). Gli autori delle cantate sono Salvatore Signorelli-1923 (Maestri), Carmelo Vitaliti-1875 (Vecchia Matrice) e Giovanni Di Dio-1891 (Panzera).

Da tempo sono stati rilucidati i tre cerei, uno per rione, in giro per le vie del paese da mercoledì 19 agosto. Stasera entreranno in piazza Umberto per impreziosire l’altro momento tradizionale detto “Calata del partito”, consistente nella spettacolare e pirotecnica apertura dei festeggiamenti con rievocazioni legate anche alla vita della Patrona. Quanto all’età di nascita, il cereo dei Maestri è del 1971, gli altri due del 1974. Altro sentito momento della vigilia è stata ieri sera 21 agosto, nei rispettivi rioni, l’asta di stendardi, sorgentine e gonfaloni, a suon di euro, per l’orgoglio rionale e per devozione, che saranno portati dagli aggiudicatari nella processione della reliquia di venerdì 23 sera, ore 21,15, da non perdere per il silenzio e il forte momento di preghiera e devozione, nonchè per la bellezza dei rispettivi colori dei sai, biancoazzurri i Maestri, gialloverdi Vecchia Matrice, biancorossi Panzera, colori che si colgono in tutta la festa, dalle bandiere degli sbandieratori agli stendardi, e dai fazzoletti alle polo dei contradaioli.

Nel continuo intrecciarsi di momenti religiosi e folclorici, ma tutti per S. Anastasia, stasera si conclude in chiesa Madre il triduo di celebrazioni eucaristiche, ore 19, con la partecipazione dei rioni e la benedizione della rispettiva Quartina e dei sai votivi. Nella chiesa Madre, appollaiata in cima alla rocca vulcanica di Motta, che accoglie la cameretta della Santa (aperta per la festa e il 25 dicembre) e il venerato simulacro, si svolgeranno, tra le altre, nei prossimi  giorni le sentite concelebrazioni eucaristiche dell’offerta dei fiori, sabato ore   10,30, dei frutti della terra e del lavoro, domenica ore 10,30, nel solenne pontificale  presieduto dall’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina. L’offerta della cera è prevista domani venerdì 23 ore 11,30. Bande e fuochi d’artificio. L’orchestra di fiati “G. Miraglia” di Acireale per le cantate. Gli altri tre corpi bandistici sono la Filarmonica ionico-etnea di Riposto, l’Etna Ensemble di Trecastagni e gli Amici della musica di Nicolosi. Nella tradizionale gara pirotecnica di domenica 25 notte, chiusa la Santa, scenderanno in campo “Fire sud” per i Maestri, “Vaccalluzzo” per Vecchia Matrice e “Trebbia” per i Panzera.

Lucidatura, infine, anche per il fercolo dell’amata Patrona, costruito verso la fine del 1800 e abbisognevole di periodici restauri, di cui uno dei più corposi si è concluso a fine 2002, come quello che ha interessato il venerato simulacro di S. Anastasia. Quanto alle persone che compongono per tradizione l’equipaggio esterno del fercolo, sono sei: il parroco (l’attuale è il sac. Salvatore Petrolo, che è anche vicario dell’ottavo vicariato diocesano), un anziano o mastro di vara del rione di turno, due tesorieri che stanno vicini allo scrigno con la reliquia di S. Anastasia, e due membri della Commissione feste. Sotto la vara c’è una settima persona che completa l’equipaggio. Si tratta del conduttore del fercolo, che anche se trainato dai devoti a mezzo di corde, è dotato di freni e sterzo abbisognevoli di un manovratore. Al rione di turno spettava, per consuetudine, l’onere della manutenzione complessiva del fercolo (pulizia, batteria, luci, ecc.). Soprattutto il 23 agosto sera, nel giro della Santa, anche al di fuori della processione della reliquia, si incontrano gruppi di devoti, anche scalzi, impegnati nel “viaggio” devozionale. Sempre toccanti, infine, ad apertura e chiusura della cameretta di S. Anastasia, sabato ore 10 e domenica intorno alle 24, le singole grida “Cittadini” o “Devoti tutti” seguite da “Viva S. Anastasia”.

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