Vigile in coma, corteo di solidarietà in via del Rotolo. Il gip ha interrogato l’aggressore

settembre 9, 2017

 

CATANIA – “Oggi, Fratelli d’Italia, non parteciperà alla fiaccolata organizzata in via del Rotolo. Non ci sentiamo di partecipare ad una manifestazione che prevede la presenza del sindaco Bianco. Lui è il primo responsabile dello stato di degrado e di insicurezza della città. Lui è il primo colpevole di tutto ciò e noi non ci sentiamo di partecipare all’ipocrisia di una manifestazione che vedrà in prima fila proprio il sindaco – dichiara Manlio Messina, capo gruppo di Fratelli al Consiglio comunale, che per primo ha lanciato la proposta di una manifestazione di solidarietà per . – Ci vergogniamo di partecipare accanto ad un sindaco che fa solo vetrina, anche con i parenti del vigile ferito gravemente, solo per apparire un giorno in più sui giornali. Per noi la vicinanza e la solidarietà non si esprimono con le foto ma con i fatti. Cominci, il signor sindaco, pagando ai nostri vigili urbani la indennità sulla sicurezza e li metta nelle condizioni di poter stare per strada senza rischiare regolarmente la vita. Così dovrebbe esprimere la solidarietà, non con le foto! Noi non manifestiamo per ipocrisia, ma perché crediamo nelle cose”.

Oggi, alle 18,00 intanto l’appuntamento è in via del Rotolo per la manifestazione “ufficiale” di solidarietà, dopo he quella “spontanea” promossa da alcuni cittadini e rilanciata sui social è stata annullata a causa della pioggia.

E’ attesa, infine, per lunedì la decisione del giudice per le indagini preliminari che stamattina ha interrogata il ventiduenne Orazio Di Grazia, residente nel quartiere di Picanello, che ha ammesso di avere colpito con una manata il vigile, ma non di essersi accorto della successiva caduta e delle gravi conseguenze riportate. Una ricostruzione dei fatti che non evidentemente tende a sminuire le proprie responsabili davanti all’accusa di tentato omicidio e che non sembra compatibile con la perizia del medico legale che ritiene il trauma cranico subito dall’ispettore Licari non causato dalla caduta a terra ma da un violento colpo con un oggetto liscio, quale potrebbe essere un casco da motociclista che fin dalle prime ore è stato indicato come l’arma impropria usata dall’assalitore. Resta ancora da individuare il ruolo di due donne e di un altro ragazzo che avrebbero spalleggiato Orazio Di Grazia.

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