Regione, M5S: “Il governo sordo al grido di dolore dei Comuni”

dicembre 6, 2018

PALERMO – “Comuni abbandonati a se stessi e nessuna possibilità per le opposizioni di esaminare il testo o fare i giusti rilievi: in aula sarà battaglia”. Il M5S annuncia le barricate a sala d’Ercole per la votazione del ddl sulle variazioni di bilancio, esaminato ieri in commissione Bilancio dopo ben 15 ore di attesa. “Tanto hanno dovuto aspettare – racconta il nuovo capogruppo 5stelle a palazzo dei Normanni, Francesco Cappello – i componenti della Commissione prima di potere esaminare il testo del governo che anziché venire incontro alle necessità espresse dai sindaci dei Comuni in dissesto, convocati in audizione esattamente il giorno prima, lascia tutto com’era. La convocazione della commissione, infatti, era per le 10 di ieri mattina, ma il testo del governo è giunto solo all’una di notte, non concedendo ai deputati la possibilità di fare i debiti approfondimenti. Sono seguite poi sei ore 6 ore per approvare 5 articoli da parte di una maggioranza priva di spirito critico e succube dei capricci del proprio governo”. Molto critici i deputati sulla linea del governo soprattutto sui Comuni.

“Il governo – dice Cappello – si continua a mostrare sordo al grido di dolore dei Comuni e di conseguenza della stragrande maggioranza dei siciliani. Dall’esecutivo sono arrivati solo generici impegni in merito al contributo economico da erogare oltre al Comune di Catania ed al Libero consorzio di Siracusa per tutti gli enti locali in dissesto, quasi a sancire la volontà precisa di classificazione dei comuni siciliani e dei propri cittadini in serie A e B. La nostra priorità è quella di aiutare tutti i Comuni, a partire da quelli in dissesto”. Questa variazione di bilancio – conclude Cappello – rappresenta la prova di assessorati inefficienti, lenti, incapaci di impegnare e spendere tutte le somme dei capitoli di bilancio o, peggio ancora, che giocando coi residui degli stessi consente al governo di raffazzonare una manovra salva amici degli amici, di garantire qualche stipendio sino alla fine dell’anno e nulla più. E tutto questo sulla pelle delle solite categorie, come disabili, indigenti e vittime di usura e mafia, solo per fare qualche esempio”.

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