Regione, Dipasquale consulente per i teatri e i sindacati catanesi protestano

giugno 3, 2018

 

 

 

CATANIA – “Abbiamo da poco appreso che il governatore Nello Musumeci ha richiesto il censimento dei teatri siciliani per far fronte alle richieste sempre più numerose di quanti vorrebbero investire nella nostra Regione. Riteniamo tale scelta sia lodevole e confortante perché significa che è costante l’impegno che si intende mantenere per tenere viva la cultura nel nostro territorio ma siamo, di contro, sconvolti e increduli perché si è ritenuto affidare a Giuseppe Dipasquale l’incarico della mappatura con la nomina di “consulente dei teatri”. Lo dichiarano i sindacalisti Antonio D’Amico, segretario regionale Fistel Cisl Sicilia e Cosimo Fichera, segretario Ugl spettacolo a seguito della notizia data da livesicilia dell’incarico affidato all’ex direttore del Teatro Stabile di Catania, Giuseppe Dipasquale, di consulente dei Teatri da parte della Regione siciliana.

I due sindacalisti  intervengono con una dura nota contro la scelta dell’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo. “Ci preme ricordare – proseguono – che Dipasquale è stato al centro di accese polemiche in merito alla gestione del teatro Stabile di Catania, quando era direttore artistico perché ritenuto responsabile di circa 12 milioni di euro di debiti, tanto da rendere necessario successivamente il commissariamento straordinario dell’ente (se consideriamo che il teatro Stabile conta una trentina di lavoratori, possiamo avere un’idea della voragine creata). Lo affermiamo rimanendo nel dubbio, visto che le accuse sono state sempre smentite dal diretto interessato. Tuttavia, il debito è reale (peraltro certificato anche dalla Regione) come dato reale è che il teatro Stabile oggi annaspa per i debiti contratti nella precedente gestione. L’intera vicenda è stata ampiamente narrata dalla stampa.  Riteniamo, che sarebbe stato appropriato e rassicurante per tutti i lavoratori di tutti i teatri siciliani che la scelta ricadesse su altra personalità. Ci domandiamo, dunque, perché l’assessore regionale al Turismo Pappalardo ha affidato l’incarico a una figura travolta da tali vicende? Noi non ci stiamo e esprimiamo tutto il nostro dissenso”, concludono D’Amico e Fichera.

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