Al di là della rete, cyberbullismo e pedopornografia

maggio 14, 2019

Carmelo Cataudella
avvocato e responsabile dell’Osservatorio Permanente per i fenomeni di cyberbullismo e tranelli informatici. Noi sull’Aquilone ONLUS

Ragusa, 1997 studente preso in giro perché “ faceva odore di campagna“ decide di togliersi la vita; Ragusa, 8/2/2005 Marco, brillante studente figlio di un ingegnere elettronico e di una donna orientale decide di togliersi la vita, non sopportava più di essere chiamato “ Il Cinese “; Ragusa, 15/4/2005 Damiano giovane e brillante studente ed atleta della squadra giovanile di basket, continuamente preso in giro dai compagni per via della sua altezza, decide di togliersi la vita;
Novara, 5/1/2013 muore suicida Carolina Picchio, uccisa da 2600 like a seguito della diffusione di un video girato durante una festa mentre lei era ubriaca e semi-incosciente, “ le parole fanno più male delle botte “ scrisse prima di buttarsi giù dal terzo piano.

Il 18/6/2017 entra in vigore la nuova legge contro il cyberbullismo definito “come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

All’interno della cornice del cyberbullismo si inserisce la pornografia minorile ossia: ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di un minore degli anni diciotto coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto per scopi sessuali; e la pedopornografia ossia:
“pornografia minorile distribuita, divulgata, diffusa o pubblicizzata per via telematica “

In tale contesto opera l’Osservatorio permanente per i fenomeni di cyberbullismo e tranelli informatici dell’associazione Noi sulll’Aquilone ONLUS (http://www.noisullaquiloneonlus.it/), nato circa otto anni or sono per proteggere i nostri figli dalle insidie di quella rete informatica in cui li abbiamo immessi, dopo averli dotati dei cellulari più sofisticati, senza averli educati al loro uso consapevole, ma quel che è peggio dopo averli quasi abbandonati a sé stessi, perché non abbiamo mai tempo per ascoltarli tant’è che li abbiamo ridotti a parlare con SIRI, una app dell’Iphone.

L’alternativa? Ce l’hanno suggerita i ragazzi stessi durante un incontro di formazione e prevenzione in una delle scuole della provincia, basterebbe solamente un “abbraccio reale“ e, anche se non potremo riportare in vita Damiano, Marco, Carolina, quantomeno salveremo tutti gli altri.

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