Fleri, dopo il terremoto tutta la comunità riabbraccia la Madonna del Rosario

ottobre 8, 2019

di Saro Faraci

FLERI – Nessun dubbio. Quando ieri sera, al termine della celebrazione eucaristica officiata da mons. Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania, il parroco di Fleri mons. Alfio Russo ha chiesto alla comunità se avesse voluto fare ugualmente la processione per raggiungere la Chiesa Maria Ss. del Rosario e rendere omaggio alla Madonna, la gente non ha avuto esitazioni e si è messa prontamente in cammino, nonostante la pioggia battente, un po’ di vento e le prime temperature più basse della stagione autunnale appena iniziata. Così, sfilando ordinatamente lungo la via Vittorio Emanuele, una delle zone più colpite dal sisma di Santo Stefano, la processione guidata da mons. Russo, dal Sindaco di Zafferana Etnea Salvatore Russo e da altre autorità politiche e militari, ha raggiunto la Chiesa Maria Ss. del Rosario, attualmente interdetta per le conseguenze del terremoto. Dinanzi alla scalinata, il simulacro della Madonna del Rosario è stato esposto, ha ricevuto l’omaggio floreale della gente del luogo, e, dopo un momento di preghiera, ha fatto ritorno all’interno della Chiesa, di cui si attende a breve l’inizio dei lavori di rifacimento di alcune parti danneggiate dal sisma.

Fede e devozione dunque sono state più forti del maltempo di ieri e del lungo disagio di questi mesi dopo il terremoto. Sono trascorsi nove mesi dalla notte del 26 dicembre scorso quando la terra ha tremato violentemente lungo la faglia di Fiandaca. C’è ancora tanta gente, non solo a Fleri ma anche negli altri centri colpiti dal sisma, che è fuori casa, chi in affitto altrove o presso parenti, chi in albergo. Coloro che hanno avuto la fortuna di non abbandonare le mure domestiche si ritrovano a convivere, in condizioni di parziale inagibilità, con zone della propria abitazione fortemente danneggiate. Diverse le pratiche presentate per accedere al contributo di ripristino fino a 25.000 euro, ma i ritardi nell’istruttoria e nell’erogazione delle somme sono spaventosi.

Ieri sera, alla celebrazione eucaristica, era presente pure il neo commissario dottor Salvatore Scalia che attende l’esecutività contabile della sua nomina governativa per iniziare il lungo lavoro della ricostruzione pubblica e privata. Durante l’omelia, l’Arcivescovo mons. Gristina ha esortato tutti a praticare nei fatti la solidarietà. Quando ci sono fatti tragici, come un terremoto, bisogna fare squadra e aiutarsi l’un l’altro. A Fleri, in fondo, è stato così fin dalle prime ore seguenti il terremoto.

La stessa Diocesi di Catania, attraverso l’Opera diocesana per il culto e la religione (Odccr), ha messo a disposizione della comunità parrocchiale i locali di casa Dusmet dove tuttora si celebra messa e si tengono tutte le attività della pastorale. Ed è proprio da casa Dusmet che ieri sera la processione ha preso il via prima di raggiungere la Chiesa Maria Ss. del Rosario dinanzi al bivio per Santa Venerina e l’Etna. Ha provocato ulteriore dolore, al passaggio della processione, vedere come via Vittorio Emanuele sia attualmente una “strada fantasma”, menomata di alcune abitazioni che sono state abbattute nelle scorse settimane perchè pericolanti, faccia fatica a riprendere il corso della normalità. Riaperta da qualche mese al traffico in un unico senso di marcia in direzione Zafferana, la via principale del paese ha visto il riavvio di alcune attività commerciali chiuse dopo il terremoto e il ritorno a casa di qualche famiglia costretta a sfollare subito. Ci vorrà però ancora tempo perchè tutto possa tornare come prima. E la gente torna ad affidarsi alla “sua” Madonna del Rosario che, in fondo, ha assicurato la sua protezione anche in occasione del sisma di Santo Stefano. Terribile, violento e dannoso. Ma che, per fortuna, non ha provocato alcuna vittima.

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