Sbarco in Sicilia 1943, terzo forum sull’Operazione Husky

luglio 23, 2018

 

 

 

CATANIA – Lunedì 23, alle ore 17, nella Sala E7 delle Ciminiere di viale Africa, sarà presentata la Legge Regionale “Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale dei siti legati alla Seconda guerra mondiale in Sicilia nel 75° anniversario dell’Operazione Husky”. Relazioni di:  Sandro Pappalardo, assessore al Turismo della Regione Siciliana, e  Anthony Barbagallo, primo firmatario della proposta di legge. Interventi del sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Salvo Pogliese, e di Ezio Costanzo, coordinatore scientifico del Museo storico dello Sbarco in Sicilia – 1943. Modera Daniele Lo Porto.

Mercoledì 25, alle ore 17, nella sala E7 delle Ciminiere di viale Africa, si terrà un focus di approfondimento su “Area 43. Una rete per la scoperta e la valorizzazione dei luoghi dello Sbarco in Sicilia”. Relatrice: Ornella Laneri presidente della Fondazione Oelle. Interventi: sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Salvo Pogliese; assessore alla Cultura di Castiglione di Sicilia, Filippo Giannetto; assessore al Turismo di Troina, Stefano Giambirtone; assessore alla Cultura di Linguaglossa, Andrea Cerra. Modera Daniele Lo Porto.

5 Comments

  1. Turi Sapienza

    luglio 23, 2018 at 8:56 pm

    Ancora un convegno su ” SBARCO IN SICILIA DEL ‘ 43 ” . Ancora un incontro fra gente che , a quei tempi , non era ancora nata e si e`servita di scritti di altra gente addomesticata da flussi politici di parte . Allora cominciamo con il negare alcuna resistenza da parte italo/tedesca . I nostri alleati , infatti , quando capirono che l’entrata in guerra degli americani aveva falsato le speranze di vittoria del triumvirato data per certa , lasciarono in gran segreto e precipitosamente la Sicilia per risalire l’Italia e rientrare a difendere la propria patria . Restava l’esercito di ” peppiniello ” – scusate , volevo dire italiano – a bloccare tale sbarco gia` annunciato da qualche settimana dalle vedette ( allora si chiamavano SPIE ) dove e quando sarebbero arrivati gli alleati con tutte le loro immense e piu` moderne armi ( noi usavamo ancora i fucili modello ’98 con innesto bainetta ).Non si verifico` nessuno scontro armato poiche`l’esercito italiano , dagli alti graduati al piu` misero soldato , ebbero la geniale e coraggiosa idea di DISERTARE in massa e rientrare nelle proprie citta`d’origini . Gli alleati non vollere credere ai loro occhi quando non trovarono resistenza al loro sbarco . { Mi ritengo a vostra disposizione se necessitate ancora qualche verita` sullo sbarco del ’43 }.

  2. Turi Sapienza

    luglio 23, 2018 at 8:59 pm

    Ancora un convegno su ” SBARCO IN SICILIA DEL ‘ 43 ” . Ancora un incontro fra gente che , a quei tempi , non era ancora nata e si e`servita di scritti di altra gente addomesticata da flussi politici di parte . Allora cominciamo con il negare alcuna resistenza da parte italo/tedesca . I nostri alleati , infatti , quando capirono che l’entrata in guerra degli americani aveva falsato le speranze di vittoria del triumvirato data per certa , lasciarono in gran segreto e precipitosamente la Sicilia per risalire l’Italia e rientrare a difendere la propria patria . Restava l’esercito di ” peppiniello ” – scusate , volevo dire italiano – a bloccare tale sbarco gia` annunciato da qualche settimana dalle vedette ( allora si chiamavano SPIE ) dove e quando sarebbero arrivati gli alleati con tutte le loro immense e piu` moderne armi ( noi usavamo ancora i fucili modello ’98 con innesto bainetta ).Non si verifico` nessuno scontro armato poiche`l’esercito italiano , dagli alti graduati al piu` misero soldato , ebbero la geniale e coraggiosa idea di DISERTARE in massa e rientrare nelle proprie citta`d’origini . Gli alleati non vollero credere ai loro occhi quando non trovarono resistenza al loro sbarco . { Mi ritengo a vostra disposizione se necessitate ancora qualche verita` sullo sbarco del ’43 }.

  3. direttore

    luglio 23, 2018 at 9:44 pm

    Turi, i ricordi e i giudizi sono una cosa, la storia e i numeri un’altra. Proprio oggi abbiamo ricordato il sacrificio della Divisione Livorno, che combattè fin dalle prime ore dello Sbarco a gela e all’interno. Su circa 12.000 uomini solo 3.500 riuscirono ad attraversare lo Stretto in ritirata. la battaglia del Ponte Primosole su scontro sanguinoso, violento, anche a colpi di baionetta. I cimitero inglese di Bicocca, quello tedesco di Motta ne sono una conferma. Ci furono tradimenti e diserzioni, come sempre accade in tutte le guerre e atti d’eroismo. “resistete a oltranza” era l’ordine di un colonello ai suoi uomini delle batterie costiere, è conservatoal Museo dello Sbarco. Un esempio, naturalmente.

  4. Turi Sapienza

    luglio 24, 2018 at 2:39 pm

    Daniele , io ero presente a tutto questo e ti posso assicurare che , tranne quelle scaramucce nel ponte Primosole , molto importante per la conquista dell’aeroporto di Fontanarossa – peraltro inconsistente perche` l’aviazione militare italiana si era trasferita da tempo in quello militare di Gerbini , niente di tutto quello che descrivi tu e` pervenuto a noi tutti sfollati nei paesetti etnei . Il riscontro semplicissimo : SE CI FU TUTTO QUESTO EROISMO PERCHE` NESSUN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SI E` MAI SENTITO IN DOVERE DI ELARGIRE QUALCHE MEDAGLIETTA , ANCHE DI LATTA , A QUESTI EROI , MENTRE PER QUEI ” VIGLIACCHI ” DEI PARTIGIANI NORDISTI , che attaccavano i tedeschi alle spalle mentre erano in silenziosa ritirata , SI SONO SPRECATE PALATE DI MEDAGLIE AL VALORE CIVILE ? Mi sapete dire il perche` ?

  5. direttore

    luglio 24, 2018 at 5:19 pm

    Perchè c’è stata una amnesia politica e storica sulla campagna di Sicilia 1943 per oltre cinquanta anni. C’è stato l’interesse di molti a cancellare 38 giorni di battaglie. Ma i morti sono morti, Turi, e se gli americani verso palermo ebbero vita abbastanza facile non altrettanto si può dire per gli inglesi che subirono gravi perdite. Randazzo fu bombardata perchè era diventata una roccaforte che arrestava l’avanzata nemica. Nei libri che si sono scritti negli ultimi dieci anni c’è la vera storia. Così come si sta riscrivendo la storia dei partigiani, quelli rossi, che si macchiarono di crimini orrendi contro gli stessi italiani. Leggi Giampaolo Pansa.

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