Migranti, Sea Watch lascia Lampedusa dopo sbarco. Indagato il comandante

maggio 20, 2019

Foto Davide Anastasi

LAMPEDUSA – Lo sbarco a piccoli gruppi su gommoni della capitaneria di porto sul molo del porto di Lampedusa dei quarantasette migranti che erano rimasti sulla Sea-Watch 3, si è concluso e dopo la procedura di routine sono stati portati al centro di accoglienza dell’isola. La nave della Ong tedesca ha sfidato il Viminalenon rispettando gli ordini di non entrare in acque territoriali italiane.

Lascerà oggi il porto di Lampedusa per spostarsi a Licata la nave Sea watch 3 sequestrata ieri sera subito dopo lo sbarco dei clandestini, come disposto dalla Procura di Agrigento. La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto, intanto, il comandante Arturo Centore nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il provvedimento è stato notificato dalla Guardia di finanza, contestualmente alla notifica del sequestro probatorio.

La notizia dello sbarco disposto dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, è arrivata al ministro dell’Interno Matteo Salvini mentre era in diretta tv. “Questo procuratore – dichiara – è quello che ha indagato me per sequestro di persona. Io non cambio idea e siccome il ministro sono io, prendo atto della parola di questo procuratore”. E aggiunge: “Approfondiremo la possibilità di valutare il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per chiunque agevoli lo sbarco a terra di immigrati portati in Italia da un’organizzazione irregolare o fuorilegge. Quindi glielo ripeto tranquillamente, pacatamente e serenamente: se questo procuratore vuole fare il ministro dell’Interno si candida alle prossime elezioni e fa il ministro dell’Interno, il mio parere è favorevole”. Inoltre, “Se qualche ministro ha dato autorizzazione a sbarcare immigrati trasportati illegalmente ne risponderà davanti agli Italiani. Io sono il ministro delle regole e dei porti chiusi”. Presto arriva la replica dei 5 Stelle: “Nessun ministro del M5S ha aperto i porti”.
Arriva presto anche la replica del vicepremier Luigi Di Maio: “Le redistribuzioni sono una soluzione – afferma a Che tempo che fa – e ci vuole una collaborazione allo sviluppo per i rimpatri”. E quando ieri Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch ha detto che “i porti non sono chiusi, non possono essere chiusi. Abbiamo affermato un dovere di legge, un dovere morale, un atto di solidarietà: il soccorso in mare va protetto e difeso”, e ancora: “Il sequestro lo esegue la magistratura– spiega Di Maio – quindi non credo sia un espediente” per far sbarcare i migranti a bordo “perché la magistratura è indipendente dal governo”. “La nave – spiega- è stata sequestrata dalla magistratura e, quando c’è un sequestro, si fanno sbarcare obbligatoriamente le persone a bordo“.

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